Ordinanza n. 31372 (1 dicembre 2025)

Con l’Ordinanza n. 31372 del 1° dicembre 2025, la Corte di Cassazione ha ribadito un importante principio in materia di tutela della salute dei lavoratori e responsabilità del datore di lavoro.

La Suprema Corte ha chiarito che, una volta accertato il nesso causale tra le condizioni di lavoro e il danno subito dal lavoratore, è il datore di lavoro a dover dimostrare di aver adottato tutte le misure organizzative, preventive e protettive necessarie per evitare il verificarsi del danno.

L’ordinanza evidenzia inoltre che un ambiente di lavoro caratterizzato da condizioni stressogene può costituire un fatto ingiusto risarcibile, anche quando non siano presenti comportamenti persecutori sistematici o riconducibili al mobbing. Ciò significa che il diritto al risarcimento può sorgere anche in presenza di un’organizzazione del lavoro che, per le sue caratteristiche, abbia compromesso la salute del dipendente.

La pronuncia richiama ancora una volta l’importanza della prevenzione dei rischi psicosociali, della corretta valutazione dello stress lavoro-correlato e dell’adozione di misure concrete per garantire un ambiente di lavoro sano e sicuro.

In sintesi: se il lavoratore dimostra che il danno è collegato alle condizioni di lavoro, sarà il datore di lavoro a dover provare di aver fatto tutto il necessario per prevenirlo. Inoltre, un ambiente lavorativo eccessivamente stressante può essere fonte di responsabilità risarcitoria anche in assenza di comportamenti persecutori continuativi.