Cosa dice la giurisprudenza
Stress lavoro-correlato: il danno è risarcibile anche senza dimostrare il mobbing
2024 n. 2084 (19 gennaio 2024)
Il danno da stress da lavoro è risarcibile anche senza prova di mobbing sistematico.
Ambiente di lavoro stressogeno: il risarcimento è possibile anche senza una condotta vessatoria continuata
2024 n. 15957 (7 giugno 2024)
Un clima lavorativo che genera stress è “fatto ingiusto” e legittima risarcimento anche in assenza di condotta vessatoria continuata.
Mobbing e straining: conta l’ambiente di lavoro stressogeno, non l’etichetta
2024 n. 31912 (11 dicembre 2024)
La Corte afferma che le nozioni sociologiche di mobbing/
straining sono “irrilevanti giuridicamente”
se non vengono inquadrate come violazioni dell’art. 2087 c.c.; il vero riferimento è l’ambiente stressogeno.
Ambiente di lavoro stressogeno: il datore di lavoro risponde anche senza comportamenti persecutori
2025 – ord. n. 123 (4 gennaio 2025)
Il datore di lavoro che tollera un ambiente stressogeno e non si adopera per evitarlo è responsabile, anche se le condotte non erano persecutorie “classiche”.
Lavoro notturno e stress: responsabilità del datore di lavoro per la malattia psichica del dipendente
2025 n. 14799 (15 aprile 2025)
In ambito penale: riconosciuta responsabilità datoriale/aziendale per malattia psichica insorta per esposizione al lavoro notturno e condizioni stressogene.
Stress e frustrazione sul lavoro: la Cassazione ribadisce gli obblighi di prevenzione del datore di lavoro
2025 – ord. n. 10730 (23 aprile 2025)
Conferma che l’obbligo datoriale ex art. 2087 c.c. riguarda la prevenzione delle situazioni lavorative che generano stress, frustrazione personale o professionale.
Licenziamento illegittimo se lo “scatto d’ira” è causato da burnout o stress lavoro-correlato
2025 n. 17548 (30 giugno 2025)
Licenziamento per “scatto d’ira” del lavoratore riconosciuto illegittimo in quanto quel comportamento era riconducibile a burnout / stress da lavoro.
Spetta al datore di lavoro adottare le misure necessarie
2025 ord. n. 26923 (7 ottobre 2025)
Quando un lavoratore subisce un danno grave o fatale da stress lavoro-correlato, spetta al datore di lavoro dimostrare di aver adottato tutte le misure necessarie.
Inversione dell’onere della prova e natura del fatto ingiusto
Ordinanza n. 31372 (1 dicembre 2025)
La Cassazione ribadisce che, una volta dimostrato il nesso tra condizioni di lavoro e danno, spetta al datore di lavoro provare di aver adottato tutte le misure preventive necessarie. L’ambiente stressogeno viene qualificato come fatto ingiusto risarcibile, anche in assenza di condotte persecutorie continuate.
Responsabilità fondata sulla nocività oggettiva del contesto
Ordinanza n. 31367 (1 dicembre 2025)
La Corte afferma che la violazione dell’art. 2087 c.c. sussiste quando l’ambiente di lavoro presenta condizioni oggettivamente stressogene: pressioni costanti, carichi eccessivi, cultura aziendale disfunzionale. La tutela prescinde dall’animus persecutorio: ciò che rileva è la disfunzione organizzativa che incide sulla salute psicofisica del lavoratore.
La giurisprudenza di merito più recente
Ambiente di lavoro stressogeno: responsabilità del datore di lavoro anche senza mobbing
Ambiente stressogeno: violazione dell’art. 2087 c.c. Il Tribunale riconosce la responsabilità datoriale anche in assenza di mobbing, quando l’organizzazione del lavoro genera condizioni di pressione costante, carichi non sostenibili e mancanza di misure preventive.
Burnout e dignità professionale: il datore di lavoro risponde del sovraccarico organizzativo
Burnout e lesione della dignità professionale Il Tribunale riconosce che il burnout può configurare una lesione della dignità professionale quando deriva da un’organizzazione del lavoro caratterizzata da sovraccarico sistematico, obiettivi irrealistici e assenza di supporto manageriale. Accertata la responsabilità datoriale per mancata valutazione e prevenzione del rischio da stress lavoro‑correlato.
Stress lavoro-correlato: la Corte d’Appello di Bologna conferma l’inversione dell’onere della prova
Corte d’Appello di Bologna (18 aprile 2025)
Inversione dell’onere della prova confermata La Corte ribadisce che, una volta dimostrato il nesso tra condizioni di lavoro e stress, spetta al datore di lavoro provare di aver adottato tutte le misure necessarie. Richiamate le ordinanze Cass. 31367–31372/2025.
Clima aziendale tossico: il datore di lavoro risponde della mancata prevenzione dei rischi psicosociali
Clima tossico: responsabilità organizzativa Il Tribunale accerta un contesto caratterizzato da comunicazione disfunzionale, pressioni costanti e assenza di formazione manageriale. Condanna del datore per mancata prevenzione del rischio psicosociale.
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